greca Centro culturale Il Pilastro

     Via Roberto D'Angiò 56, S. Maria Capua Vetere (CE)   Telefono: 0823 844519
     
 
EVENTI PRECEDENTI   @ E-mail web design dharma


Quartetto Poker IL SEGNO ALATO
E GLI ABISSI SONORI

Partiture pittografiche, opere visive, fotografie,
opere plastiche di LUIGI ESPOSITO
 
Giovedì, 12 aprile 2012 alle ore 19,00

Presentata da Gennaro Stanislao, curata da Enzo Battarra

< a lato: "Quartetto poker"

per l'occasione verrà presentato il libro Detti Aurei, tredici gesti in un solo atto per attore e pianoforte, con suoni elettronici e video art (su tredici aforismi di Alberto Casiraghy) di Luigi Esposito (ed. Lavieri) Interverranno: Enzo Battarra e Paolo Graziano

La mostra, dal titolo IL SEGNO ALATO E GLI ABISSI SONORI, presentata da Gennaro Stanislao e curata dal noto critico d'arte Enzo Battarra al Centro Culturale Il Pilastro di Santa Maria Capua Vetere, vuole descrivere la cifra espressiva della pittografia musicale e dell'opera visiva di Luigi Esposito. Attraverso le sue partiture pittografiche, opere visive, fotografie, opere plastiche, installazioni sonore e video-art , legate a temi e simboli come la percezione, il segno grafico, ricco di fascino e sintomatico mistero, l'estemporaneità del gesto, l'improvvisazione, e ad altri lavori che richiamano simbologie estetiche classiche, è possibile assistere ad un percorso underground dell'artista (di circa un ventennio), con opere dagli anni Novanta a tutt'oggi, realizzate su carta, tela, carta fotografica, supporti eterogenei, nonché piccole sculture, installazioni sonore e videoart; e raggruppate, all'interno della mostra, secondo gli aspetti stilistici e filologici. Si potranno vedere, quindi, opere musicali che non sempre necessitano di una esecuzione strumentale o di un trasferimento sonoro: è sufficiente guardarle per ascoltarle. In definitiva si può affermare che nella pittografia musicale di Luigi Esposito vive un segno che identifica un suono ma suggerisce anche azioni gestuali e teatralità, che può essere assolutamente indipendente, che coinvolge, oltre all'udito, l'azione corporea, l'occhio, e la percezione, soprattutto.
Prima dell'inaugurazione della mostra verrà presentato il libro DETTI AUREI, Tredici gesti in un solo atto, per attore e pianoforte, con suoni elettronici e video art, di Luigi Esposito; un'opera pittografica che traccia un percorso introspettivo nel complesso e stravagante mondo degli aforismi di Alberto Casiraghy. Composta in una folata di tempo, nell'estate del 2008, e pubblicata dalla casa editrice Lavieri (in tiratura limitata di 400 copie, contenente una stampa a rilievo autografa; e una nota di Ennio Cavalli), essa ha tutte le caratteristiche del teatro strumentale dove gli esecutori coprono ruoli di performer, con momenti di happening e fuori scena. Tutto il lavoro pittografico di Luigi Esposito nasce dall'esigenza di unificare più forme espressive (musica, pittura, video, teatro) in una forma di rappresentazione, dove l'agire e lo svolgersi di un'azione non è semplicemente raccontato, ma offerto in una più vasta possibilità di comprensione, in una teatralità multimediale.

Geminae - testo di Enzo Battarra

Artista eclettico e complesso, Luigi Esposito è un indomito sperimentatore di linguaggi. La sua è una vera arte totale, tutti i sensi possono essere investiti, al punto tale che lo spettatore diviene parte integrante dell'opera. La fruizione è essenza della struttura progettuale, la percezione viene guidata ma mai imposta.
Nei suoi lavori è possibile vedere la musica e sentire la pittura, in una sinestesia coinvolgente. Le sue non sono opere tendenzialmente aperte, anzi hanno strutture di grande razionalità e compiutezza, ma lasciano ampi spazi all'interazione mentale.
Esposito lavora sopra le righe del pentagramma, dentro e fuori lo spartito musicale, che pittoricamente viene contaminato, amplificato, celebrato.
Il ritmo è nella natura delle cose, in pittura come in musica. E se il segno si fa alato, prende il volo, allora la musica scopre i suoi abissi, in una sorta di equilibrio sensibile, un equilibrio precario dove ogni interferenza è un arricchimento, un riscatto.
Nascono così le sue partiture pittografiche, che insieme con altre opere visive, fotografiche e plastiche costituiscono un corpus immaginifico, un viaggio dentro e fuori la macchina umana. Costante è il rapporto con la corporeità, con la fisicità, nel suono come nel segno. Questa tensione del corpo è evidente nelle opere su superficie, nella gestualità che le connota, ma è la stessa gestualità che è necessaria in un'esecuzione musicale, in una performance teatrale, in un video. E Luigi Esposito ama sempre più spesso sconfinare nei territori della multimedialità.
Artista totalizzante, quindi, ma anche e soprattutto figura di intellettuale capace di rinnovarsi alla luce dei tempi, portato a essere nella contemporaneità un demiurgo, un artefice magico e un facilitatore di processi della conoscenza.
Esposito diviene quindi il ricercatore di una fonte comune dell'arte, di una radice piantata nel profondo della dimensione umana, dove il sogno alato di Icaro equivale a una consapevole descensio ad inferos, dove pittura e musica nascono gemelle. Geminae!

Cliccare sulle miniature per gli ingrandimenti.

Opera di Luigi Esposito      Opera di Luigi Esposito      Opera di Luigi Esposito      Opera di Luigi Esposito      Opera di Luigi Esposito

Compositore, performer, artista visivo In seguito agli studi accademici (Laurea con lode in Composizione con mezzi elettroacustici; Diploma in Musica Corale e Direzione di Coro; Diploma in Musica Elettronica al Conservatorio Santa Cecilia di Roma), è entrato in contatto con le maggiori personalità artistiche del panorama internazionale, soprattutto con Sylvano Bussotti - di cui è stato allievo e poi collaboratore - condividendone la poetica. Inizia così l'interesse alla letteratura, all'arte visiva, ai linguaggi multimediali e pittografici connessi ad una radicale teatralità.
Dal 1994 ha prodotto disegni, dipinti, grafici, opere plastiche e video art che sono frutto di una nuova codifica del pensiero musicale. La sua produzione spazia da lavori per la scena (Centauro Tilbury - della vita elegante - per baritono/attore, flauti, violino, clarinetti, pianoforte e nastro magnetico; Guernica y Luno, azione scenica per attore, mezzosoprano, baritono, ensemble ed elettronica); a composizioni per grandi organici (Campi di forza, per pianoforte e orchestra; Frammenti per Kandinskij, per orchestra; Riflessi, per percussioni e orchestra); a pezzi di musica da camera (Frantumazioni, per flauto, clavicembalo e archi; Anelli, per flauto, violino e pianoforte; Aurora verd'azzurra, per baritono, clarinetti, flauto in sol, oboe, violoncello, fagotto e tastiere); a monografie strumentali (Oργn, trentadue sentieri dell'animo, per pianoforte e azione gestuale; Le chateau de l'espérance, duo speculare per baritono solo; VeniceFenix, itinerante in gondola per pianoforte; Chirone, trio virtuale per clarinetto basso; La stanza di Aleppo, ombra visiva per violino solo; Wanted, per chitarre, gesto sonoro, voce ed elettronica, con video art); a brani di musica elettronica (Dada, per flauto e nastro magnetico; Verso il nostro non finito, per voce recitante e nastro magnetico; Vox Veritas, per cinque voci ed elettronica; Simulacri, dialogo virtuale per voci ed elettronica; Not Sound-Not Word, per voce ed elettronica; Tiepido Tiepolo, per suoni elettronici, su supporto digitale; Campi di Forza per pianoforte ed elettronica; Trilogia delle passioni); fino alla creazione di partiture pittografiche destinate all'azione performativa/sorprendente del "divino esecutore" (What is the real one?; Gioco in ombra della maschera marchesa; Rock star; Canta l'onde del siculo stretto; Le ciel de lit de Justine est où?; Tetralogia della Narrazione del Suono; Detti Aurei).
Luigi Esposito Sue opere sono state eseguite in prima mondiale in importanti festival nazionali ed internazionali. Ha pubblicato lavori di analisi per il Teatro dell'Opera di Roma, Spirali/vel, Transeuropa; e opere musicali per le case editrici Bèrben; PulcinoElefante; Santabarbara; Dante & Descartes; Pagano; Spring; Lavieri. Ha inoltre pubblicato con Sylvano Bussotti e con i poeti e scrittori Ennio Cavalli, Alberto Casiraghy e Alda Merini. Le sue opere visive, spesso oggetto d'interesse di collezionisti, sono state esposte in molti luoghi prestigiosi. Mentre nel 2009 pubblica con la casa editrice Lavieri, i "Detti Aurei", un'opera multimediale, per Attore, pianoforte, suoni elettronici e video art, su testo di Alberto Casiraghy.
Nella sua attività di musicologo ha partecipato a festival, concerti, presentazioni, ed ha tenuto conferenze, seminari e workshop, sulla scrittura pittografica e sulla computer-music e sui generi legati alla ricerca e alla sperimentazione, in università, associazioni artistiche e musicali, centri di ricerca: Numerose riviste ospitano sue opere visive, lavori di analisi e saggi musicologici. È redattore della rivista europea di arte e letteratura SUD (dal 2006 a tutt'oggi). Collabora attivamente con la rivista di ricerca musicale Suono Sonda (dal 2006 a tutt'oggi). Dal 1999 il suo nome figura nell'Enciclopedia Italiana dei Compositori Contemporanei edita da Pagano (NA). Sovente alterna la sua attività di compositore a quella di pianista, direttore e performer electronics live, nonché di organizzatore e ideatore di rassegne artistiche e musicali. Nel giugno del 2009 è stato Composer in residence al Forum für neue Musik (Oberstdorf - Germania).
Ormai, già da diversi anni la sua variegata produzione artistica (composizioni musicali, opere visive, opere plastiche, video art, installazioni sonore, musica elettronica, saggi musicali, lavori di analisi) trova spazio anche nei Musei e nelle Gallerie d'arte, dove gli sono state dedicate personali e collettive unite a performance e prime assolute: Mimmoscognamiglio Arte Contemporanea di Napoli, Museo Campano di Capua, Centro AREA di Palermo, Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, Museo Archeologico di Santa Maria Capua Vetere, Museo Civico Casa Cavassa di Salluzzo, Real Sito Belvedere di San Leucio, Dissonanzen di Napoli, Synapser#4 di Bologna, Museo di Arte Contemporanea del Sannio, Teatro Studio di Firenze, Reggia di Caserta, Empiria di Roma, Musik Schüle di Oberstdorf (Germania), Oji Hall di Tokyo, Castello di Ventotene, Museo Civico di Santa Maria Capua Vetere, Museo di Arte Contemporanea di Caserta, , dove sono in permanenza alcune sue opere. Nel 2004 la sua opera Oργn (un ciclo gigantesco di trentacinque brani per pianoforte), è stata incisa in CD dal pianista e compositore Hidehiko Hinohara; edita da Santabarbara.
Nel 2011 ha composto le musiche per il film Dissent di Helmut Dosantos e per il documentario You Are Where You Live di Vincenzo Mistretta. Nel gennaio 2012, al Teatro Cimarosa di Aversa, ha ricevuto il prestigioso "Premio Internazionale Domenico Cimarosa" per la sua opera "Frantumazioni" per flauto archi e cembalo, scritta come opera di denuncia dopo il crollo del tetto della casa natale di Domenico Cimarosa. Attualmente è in corso la realizzazione di un film d'arte sulla sua opera pianistica Orghé (incisa in CD nel 2004 dal pianista e compositore Hidehiko Hinohara ed edita da Santabarbara), con la Regia di Vincenzo Mistretta, dove nel ruolo di attori sono coinvolti, artisti, musicisti, scrittori, poeti, compositori, registi e performer di fama mondiale.

Riferimenti e indirizzi email: lues@libero.it   Sito web Cemat

Scarica le opere   Sfoglia il catalogo di opere (ISSUU)




MujerLA MUJER VENEZOLANA
Liliana Benitez | Orlando Campos | Vidalia González
Miguel MarSán | Edgar Vegas
 
Inaugurazione 18 marzo 2012 ore 11, fino al 31 marzo
Liliana Benitez con i suoi lavori di oreficeria esprime una donna sensuale, erotica. Si ispira ad artisti catalani come Dalì e Gaudì ma anche all'oreficeria precolombiana.
Orlando Campos è scultore, curatore, critico, insegnante. La sua opera è presente in musei d'arte del proprio Paese e all'estero (compresa l'Italia) oltre che in numerose collezioni private.
Vidalia Gonzáles è un'artista popolare, le cui opere sono piene di colore. Ha ricevuto numerosi premi e partecipato a tantissime esposizioni, anche in Italia
Miguel MarSán con la sua donna pop esprime con la sua opera critica sociale e ironia. Espone dal 2007 ed ha al suo attivo numerose mostre nel suo Paese ma anche negli USA ed in Italia.
Edgar Vegas esprime sentimenti come la felicità o il dolore attraverso rappresentazioni che legano strettamente le figure al loro paesaggio.
Scarica il catalogo   Leggi il catalogo (ISSUU)






Ilia TufanoVITTORIO ROMANO
COSMO E NATURA

Allestimento di Gennaro Stanislao | Testo critico di Giorgio Agnisola
Domenica 29 Gennaio 2012 (inaugurazione alle ore 11,00) | Fino al 14 febbraio 2012

Un metamorfismo analitico e visionario è il segno fondante dell'arte di Vittorio Romano. Che seppure appaia rimandare alla sua formazione di architetto nel suo registro sostanzialmente segnico e grafico (che pure assume negli ultimi anni connotati via via più pittorici), in realtà si nutre di ispirazioni poetico-fantastiche aperte ad una interpretazione esistenziale della vita. È qui che si riconosce la densità del suo viaggio espressivo, la sua apertura all'invisibile. Romano di fatto trasla le proprie emozioni in un universo immaginario restando rigorosamente segnico, affidandosi alla sua abilità, alla sua pazienza analitica, alla cura estrema del dettaglio. Interpreta il suo mondo con intensità, ma lo fa con discrezione, con misura, quasi mascherando sentimenti e idee, che affida ad una pagina visiva con un taglio il cui dato tecnico sembra a primo sguardo essere preponderante.
In realtà, per capire l'arte di Romano occorre entrare dentro l'opera, analizzarla attentamente nei suoi assetti compositivi, per cogliere poi quel tessuto metaforico di cui si accennava e dunque il suo orizzonte intuitivo.
Nelle prime prove, quelle degli anni Settanta, progetto e immaginazione coesistono: le opere riguardano prospettive avveniristiche, in senso reale e metaforico, in cui si leggono in eguale misura la macchina e la natura. Quasi sempre sono concepite con un nucleo originario, attorno al quale l'opera viene per così dire elaborata per successive intuizioni, come in Esplosione di un uccello, dei primi anni Settanta, uno dei primi lavori di Romano, in cui il volatile viene letto con una dinamica visiva sostanzialmente concettuale. Così in altre opere degli stessi anni, seppure con un registro più compatto, come Paguro e il suo habitat (1975) e Ovoide e struttura tecnologica (1976).

Cliccare sulle miniature per gli ingrandimenti.

Opera di Vittorio Romano    Opera di Vittorio Romano    Opera di Vittorio Romano

Con gli anni Ottanta l'immagine diventa più antropomorfa. Nelle strutture ancora segnate da un assetto costruttivo, architetture fortemente prospettizzate che paiono rimandare a geometrie spaziali, a costruzioni di un mondo futuro, si innestano in maniera sciolta, leggera, suggestivi profili di piante e fiori. Alla forma concettualizzata e rigorosa se ne associa una più libera, mobile e indefinita, come in Cubo e radice (1984) e Sfera in evoluzione (1984). Sono di questo stesso periodo le prime forme curve non più legate ad una pura circolarità segnica, ma aperte ad un gioco vidivo sensuale e dinamico, antropomorfo, come in Radice e superficie aperta (1987). Nel solco della ricerca intrapresa nel decennio precedente si aprono gli anni Novanta. Il contesto naturalistico prende corpo, con un assetto più evocativo in termini poetici. Sebbene il contesto dell'opera resti fantastico, sovente compare un orizzonte scenico, come un paesaggio, una cortina di arbusti, un canneto. Che tuttavia si lega progressivamente ad una forma avvolgente, che rimanda metaforicamente ad un principio di vita. I titoli delle opere di questi anni, come Acqua e piante oblique (1992) e Struttura d'origine (1992) danno riscontro altresì di una sorta di ricerca del mistero originario e fecondante la vita. È appunto questo aspetto che nelle ultime opere, quelle dei primi anni Duemila, prende corpo, si rassoda, anche con una intrinseca tensione ecologista. Si legge nei titoli dei suoi lavori un risentimento delle attuali condizioni del nostro pianeta minacciato dai danni dell'ambiente. Lo testimoniano alcune opere come Natura in bilico (2002) e Foglie e pianeta (2002). Il segno frattanto, recuperando una fine tessitura pittorica, soprattutto nelle seppie, si è ulteriormente affinato, assumendo quasi interamente la forma di motivi vegetali, mentre lo sfondo è nuovamente ampio, dilatato, quasi aurorale.
Sono i lavori della recente stagione in cui Romano si muove con una pronuncia in equilibrio tra spinta poetica e assetto meditativo. la stessa tensione ecologista si legge come avvertimento interno più che esterno, come paura dell'anima. È tuttavia il segno poetico in definitiva a prevalere, un segno legato alle inflessioni del tratto, alla dolcezza delle linee, alla misura soffice dei contorni, in cui l'artista tradisce la sua introversa e sensibilissima natura e altresì la sua ampia, sedimentata cultura.
Giorgio Agnisola


Vittorio Romano è nato a Napoli il 14 novembre 1943 e risiede a Santa Maria Capua vetere in Corso Aldo Moro 243. Diplomato all'Istituto St. d'Arte di Napoli "F. Palizzi" nel 1960, consegue la maturità artistica presso il Liceo Artistico della stessa città nel 1961; si laurea in Architettura nel 1971 alla Università Federico II di Napoli. È stato ordinario di disegno e storia dell'arte nelle scuole secondarie superiori fino al 2002.
Le mostre giovanili risalgono agli anni Sessanta. Nel 1972 inizia la ricerca artistica nel settore della grafica. Nel 1976 realizza la sua prima mostra personale presso la galleria "San Carlo" di Napoli; successivamente espone in tre mostre personali alla galleria "Acomearte" di Napoli, nel 1984, 1987 e 1992.
Nel frattempo continua a partecipare a numerse mostre collettive in spazi pubblici e privati. Nel 1994 realizza una mostra antologica nella biblioteca monumentale seicentesca dell'Istituto Magistrale Statale "E. P. Fonseca". Nel 1997, ancora presso lo stesso Istituto, realizza una nuova personale nell'ambito della manifestazione "Napoli Monumenti Porte Aperte". Nel 2002 a Napoli espone nel caffè letterario "Il Re Nudo". L'ultima personale è stata allestita nel 2007 presso il Centro culturale "Il Pilastro" di Santa Maria Capua Vetere. Sue opere figurano in collezioni private e pubbliche (Pres. Reg. Campania).
Contatti: vittorioromano43@libero.it| Web: http://xoomer.virgilio.it/architetturasacra | Cell. 333 7680268


EVENTI DEL 2011

Ilia Tufano
ILIA TUFANO
IN FORMA DI LIBRO

Personale | Presenta Giorgio Agnisola
dal 18 Dicembre 2011 (inaugurazione alle ore 11,00) al 10 gennaio 2012


Domenica 18 dicembre, alle ore 11,00, si inaugura la personale di Ilia Tufano, dal titolo In forma di libro, presentata da Giorgio Agnisola. In mostra venti libri d'artista, un'installazione ed alcuni recenti dipinti. Tra i libri d'artista, di varie forme e dimensioni, realizzati con tecniche diverse, dodici costituiscono un gruppo omogeneo: infatti ciascuno mette in scena un Haiku. L'installazione, che richiama l'altra forma del libro, il volumen, si intitola: "La dimensione verticale" ed è ispirata al saggio del filosofo tedesco Peter Sloterdijk (Devi cambiare la tua vita ).
La mostra è stata presentata nella sede di Movimento Aperto, via Duomo 290/c, Napoli, in occasione della Settima giornata del contemporaneo, promossa dall'AMACI, 8 ottobre 2001. Per la mostra presso il Centro Il Pilastro si aggiungono alcuni dipinti recenti, che strettamente richiamano i temi dei libri. La mostra resterà aperta fino al 10 gennaio.

Cliccare sulle miniature per gli ingrandimenti.

Ilia Tufano, In forma di libro    Ilia Tufano, In forma di libro    Ilia Tufano, In forma di libro





Saveriano
ARMANDO SAVERIANO
LOMOGRAFIA PUNTO 6

presentato dal Centro Culturale Il Pilastro e l' Associazione Logopea

Giovedì 15 dicembre 2011 alle ore 18.00, presso il Centro Culturale il Pilastro, via R. d'Angiò 56, Santa Maria Capua Vetere, l'evento Lomografia Punto 6 di Armando Saverano durante il quale ci saranno letture di brani ed interventi musicali.

La locandina è scaricabile cliccando sull'immagine a destra .

  locandina








Mithra
MITHRA
SOL INVICTUS

presentazione catalogo Mostra | 30 Novembre 2011 ore 17,30

Giovedì 1 Dicembre, a partire dalle ore 9,30, presso il Teatro Garibaldi il convegno "Mithra, dio della giustizia" a cura del Centro Culturale Il Pilastro e nell'ambito della giornata della giustizia organizzata dal Mitreofilmfestival.
Interverranno i prof. Giovanni Liccardo, Stelio Venceslai, Nicola Magliulo, Alessandro Meluzzi e l'on. Pina Picierno, membro della Commissione giustizia della Camera dei deputati.

Mercoledì 30 novembre 2011 alle ore 17.30, presso il Salone degli specchi del Teatro Garibaldi di S. Maria C.V. inaugurazione di una selezione delle opere facenti parte della rassetgna "Mithra, sol invictus" e presentazione del catalogo delle opere della rassegna Nel segno del toro: da Mithra ad Europa, con l'intervento di Gennaro Stanislao, ideatore della rassegna, con l'intervento delle Autorità e dei critici Agnisola, Albano, Battarra e Fusco.

A seguire, alle ore 19,30 presso il Centro Culturale "Il Pilastro", inaugurazione della mostra personale "Musica e divenire" del maestro Salvatore Ravo, curata da Enzo Battarra.




Ravo SALVATORE RAVO
MUSICA E DIVENIRE

a cura di Enzo Battarra

30 Novembre 2011 ore 19,30