Centro culturale Il Pilastro

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Ilia TufanoVITTORIO ROMANO
COSMO E NATURA

Allestimento di Gennaro Stanislao | Testo critico di Giorgio Agnisola
Domenica 29 Gennaio 2012 (inaugurazione alle ore 11,00) | Fino al 14 febbraio 2012

Un metamorfismo analitico e visionario è il segno fondante dell'arte di Vittorio Romano. Che seppure appaia rimandare alla sua formazione di architetto nel suo registro sostanzialmente segnico e grafico (che pure assume negli ultimi anni connotati via via più pittorici), in realtà si nutre di ispirazioni poetico-fantastiche aperte ad una interpretazione esistenziale della vita. È qui che si riconosce la densità del suo viaggio espressivo, la sua apertura all'invisibile. Romano di fatto trasla le proprie emozioni in un universo immaginario restando rigorosamente segnico, affidandosi alla sua abilità, alla sua pazienza analitica, alla cura estrema del dettaglio. Interpreta il suo mondo con intensità, ma lo fa con discrezione, con misura, quasi mascherando sentimenti e idee, che affida ad una pagina visiva con un taglio il cui dato tecnico sembra a primo sguardo essere preponderante.
In realtà, per capire l'arte di Romano occorre entrare dentro l'opera, analizzarla attentamente nei suoi assetti compositivi, per cogliere poi quel tessuto metaforico di cui si accennava e dunque il suo orizzonte intuitivo.
Nelle prime prove, quelle degli anni Settanta, progetto e immaginazione coesistono: le opere riguardano prospettive avveniristiche, in senso reale e metaforico, in cui si leggono in eguale misura la macchina e la natura. Quasi sempre sono concepite con un nucleo originario, attorno al quale l'opera viene per così dire elaborata per successive intuizioni, come in Esplosione di un uccello, dei primi anni Settanta, uno dei primi lavori di Romano, in cui il volatile viene letto con una dinamica visiva sostanzialmente concettuale. Così in altre opere degli stessi anni, seppure con un registro più compatto, come Paguro e il suo habitat (1975) e Ovoide e struttura tecnologica (1976).
Con gli anni Ottanta l'immagine diventa più antropomorfa. Nelle strutture ancora segnate da un assetto costruttivo, architetture fortemente prospettizzate che paiono rimandare a geometrie spaziali, a costruzioni di un mondo futuro, si innestano in maniera sciolta, leggera, suggestivi profili di piante e fiori. Alla forma concettualizzata e rigorosa se ne associa una più libera, mobile e indefinita, come in Cubo e radice (1984) e Sfera in evoluzione (1984). Sono di questo stesso periodo le prime forme curve non più legate ad una pura circolarità segnica, ma aperte ad un gioco vidivo sensuale e dinamico, antropomorfo, come in Radice e superficie aperta (1987). Nel solco della ricerca intrapresa nel decennio precedente si aprono gli anni Novanta. Il contesto naturalistico prende corpo, con un assetto più evocativo in termini poetici. Sebbene il contesto dell'opera resti fantastico, sovente compare un orizzonte scenico, come un paesaggio, una cortina di arbusti, un canneto. Che tuttavia si lega progressivamente ad una forma avvolgente, che rimanda metaforicamente ad un principio di vita. I titoli delle opere di questi anni, come Acqua e piante oblique (1992) e Struttura d'origine (1992) danno riscontro altresì di una sorta di ricerca del mistero originario e fecondante la vita. È appunto questo aspetto che nelle ultime opere, quelle dei primi anni Duemila, prende corpo, si rassoda, anche con una intrinseca tensione ecologista. Si legge nei titoli dei suoi lavori un risentimento delle attuali condizioni del nostro pianeta minacciato dai danni dell'ambiente. Lo testimoniano alcune opere come Natura in bilico (2002) e Foglie e pianeta (2002). Il segno frattanto, recuperando una fine tessitura pittorica, soprattutto nelle seppie, si è ulteriormente affinato, assumendo quasi interamente la forma di motivi vegetali, mentre lo sfondo è nuovamente ampio, dilatato, quasi aurorale.
Sono i lavori della recente stagione in cui Romano si muove con una pronuncia in equilibrio tra spinta poetica e assetto meditativo. la stessa tensione ecologista si legge come avvertimento interno più che esterno, come paura dell'anima. È tuttavia il segno poetico in definitiva a prevalere, un segno legato alle inflessioni del tratto, alla dolcezza delle linee, alla misura soffice dei contorni, in cui l'artista tradisce la sua introversa e sensibilissima natura e altresì la sua ampia, sedimentata cultura.
Giorgio Agnisola


Vittorio Romano è nato a Napoli il 14 novembre 1943 e risiede a Santa Maria Capua vetere in Corso Aldo Moro 243. Diplomato all'Istituto St. d'Arte di Napoli "F. Palizzi" nel 1960, consegue la maturità artistica presso il Liceo Artistico della stessa città nel 1961; si laurea in Architettura nel 1971 alla Università Federico II di Napoli. È stato ordinario di disegno e storia dell'arte nelle scuole secondarie superiori fino al 2002.
Le mostre giovanili risalgono agli anni Sessanta. Nel 1972 inizia la ricerca artistica nel settore della grafica. Nel 1976 realizza la sua prima mostra personale presso la galleria "San Carlo" di Napoli; successivamente espone in tre mostre personali alla galleria "Acomearte" di Napoli, nel 1984, 1987 e 1992.
Nel frattempo continua a partecipare a numerse mostre collettive in spazi pubblici e privati. Nel 1994 realizza una mostra antologica nella biblioteca monumentale seicentesca dell'Istituto Magistrale Statale "E. P. Fonseca". Nel 1997, ancora presso lo stesso Istituto, realizza una nuova personale nell'ambito della manifestazione "Napoli Monumenti Porte Aperte". Nel 2002 a Napoli espone nel caffè letterario "Il Re Nudo". L'ultima personale è stata allestita nel 2007 presso il Centro culturale "Il Pilastro" di Santa Maria Capua Vetere. Sue opere figurano in collezioni private e pubbliche (Pres. Reg. Campania).
Contatti: vittorioromano43@libero.it| Web: http://xoomer.virgilio.it/architetturasacra | Cell. 333 7680268



Ilia TufanoILIA TUFANO
IN FORMA DI LIBRO

Personale | Presenta Giorgio Agnisola
dal 18 Dicembre 2011 (inaugurazione alle ore 11,00) al 10 gennaio 2012


Domenica 18 dicembre, alle ore 11,00, si inaugura la personale di Ilia Tufano, dal titolo In forma di libro, presentata da Giorgio Agnisola. In mostra venti libri d'artista, un'installazione ed alcuni recenti dipinti. Tra i libri d'artista, di varie forme e dimensioni, realizzati con tecniche diverse, dodici costituiscono un gruppo omogeneo: infatti ciascuno mette in scena un Haiku. L'installazione, che richiama l'altra forma del libro, il volumen, si intitola: "La dimensione verticale" ed è ispirata al saggio del filosofo tedesco Peter Sloterdijk (Devi cambiare la tua vita ).
La mostra è stata presentata nella sede di Movimento Aperto, via Duomo 290/c, Napoli, in occasione della Settima giornata del contemporaneo, promossa dall'AMACI, 8 ottobre 2001. Per la mostra presso il Centro Il Pilastro si aggiungono alcuni dipinti recenti, che strettamente richiamano i temi dei libri. La mostra resterà aperta fino al 10 gennaio.

Cliccare sulle miniature per gli ingrandimenti.

Ilia Tufano, In forma di libro    Ilia Tufano, In forma di libro    Ilia Tufano, In forma di libro




Saveriano ARMANDO SAVERIANO
LOMOGRAFIA PUNTO 6

presentato dal Centro Culturale Il Pilastro e l' Associazione Logopea

Giovedì 15 dicembre 2011 alle ore 18.00, presso il Centro Culturale il Pilastro, via R. d'Angiò 56, Santa Maria Capua Vetere, l'evento Lomografia Punto 6 di Armando Saverano durante il quale ci saranno letture di brani ed interventi musicali.

La locandina è scaricabile cliccando sull'immagine a destra .

  locandina







MithraMITHRA
SOL INVICTUS

presentazione catalogo Mostra | 30 Novembre 2011 ore 17,30

Giovedì 1 Dicembre, a partire dalle ore 9,30, presso il Teatro Garibaldi il convegno "Mithra, dio della giustizia" a cura del Centro Culturale Il Pilastro e nell'ambito della giornata della giustizia organizzata dal Mitreofilmfestival.
Interverranno i prof. Giovanni Liccardo, Stelio Venceslai, Nicola Magliulo, Alessandro Meluzzi e l'on. Pina Picierno, membro della Commissione giustizia della Camera dei deputati.

Mercoledì 30 novembre 2011 alle ore 17.30, presso il Salone degli specchi del Teatro Garibaldi di S. Maria C.V. inaugurazione di una selezione delle opere facenti parte della rassetgna "Mithra, sol invictus" e presentazione del catalogo delle opere della rassegna Nel segno del toro: da Mithra ad Europa, con l'intervento di Gennaro Stanislao, ideatore della rassegna, con l'intervento delle Autorità e dei critici Agnisola, Albano, Battarra e Fusco.

A seguire, alle ore 19,30 presso il Centro Culturale "Il Pilastro", inaugurazione della mostra personale "Musica e divenire" del maestro Salvatore Ravo, curata da Enzo Battarra.



Ravo SALVATORE RAVO
MUSICA E DIVENIRE

a cura di Enzo Battarra

30 Novembre 2011 ore 19,30